domenica 15 maggio 2016

"L'area di sesto era una grande occasione."


COMUNICATO STAMPA


"L'area di sesto era una grande occasione."

Così si congeda amareggiato Renzo Piano,  Architetto internazionale e senatore a vita. Nelle  sue poche parole, descrive e racconta una Sesto San Giovanni con lo sguardo attento di chi ne coglie le potenzialità,  garantendone un progetto che non la denaturi ma che proprio a partire da ciò che questa città ha storicamente rappresentato, la valorizzi.

Così in un intervista al Corriere della Sera descrive Sesto San Giovanni:"  è stata la città della modernità sociale, il grande Distretto del lavoro, la capitale di un’emancipazione che ha fatto la stroria del movimento operario…. e  poi mi affascinava l’idea di sperimentare su relitti delle fabbriche dismesse una rinascita urbana e poi ancora in quel disegno c’erano dentro tutti i valori che da anni accompagnano i miei progetti: il verde, la scuola modello, l’ospedale a misura di malato, il parco urbano…Istruzione e sanità parlano un linguaggio comune, sono luoghi di cultura, di cura e di umanità e il rammendo è la ricucitura, la restituzione alla comunità di un posto altrimenti abbandonato"

Da queste parole si evince che siamo passati da un progetto di aggregazione ad uno di disgregazione. Si sta proponendo infatti  un modello di città insostenibile, che vede i cittadini come consumatori  che, anziché vivere la città,  la svuotano e la desertificano per trascorre la maggior parte del loro tempo in un distretto commerciale. 

Lascia sgomenti osservare che anziché promuovere la socializzazione e la comunicazione, ci stiamo a poco a poco avviando ad una sterile e silenziosa emarginazione sociale. 

Ci stiamo sempre più avvicinando all'idea di una città invisibile, conforme a un modello di consumismo proprio in un periodo storico in cui consumare non è per tutti possibile. Il paradosso è che anziché pensare ad una città sociale si sposi l'idea di una città destrutturata 

Ora, mi domando, è questa la città che vogliamo? 

Sesto San Giovanni ha sempre rappresentato accoglienza, integrazione, comunicazione, distinguendosi come forza/lavoro.

 Nel suo progetto Renzo Piano ne voleva restituire la sua immagine attraverso la valorizzazione di questi aspetti che fanno di questa città in suoi punti di forza e di orgoglio. 

Avevamo la possibilità e il pregio di far nostro un progetto straordinario pensato e creato per noi da un architetto prestigioso, ma per usare le sue parole " era una grande occasione".

 

Paolo Vino

Segretario Politico
Lista Civica Giovani Sestesi

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