mercoledì 24 giugno 2020

TASSE: la proposta dei Giovani Sestesi a sostegno del tessuto economico della città


Non solo critiche ma proposte. E' nel nostro stile fare politica pensando al bene dei cittadini, valutare, ragionare ed esprimere un pensiero, una proposta.
Spalmare in 5 anni le tasse del 2020 consentirebbe di garantire a tutti i cittadini continuità ai servizi, garantirebbe le entrate nelle casse dell'ente e darebbe un po' di sollievo e fiato a tutte quelle imprese che a fatica provano a ripartire dopo il fermo dovuto al Coronavirus.

sabato 20 giugno 2020

TASSE: Arriva il "SALVA SESTO" e non finisce qui......

Dicevano di voler aiutare il commercio di vicinato invece......la TOSAP è arrivata a 10 giorni della scadenza (30 Giugno) senza alcuna riduzione visto il periodo di chiusura totale. 
Questo significa aiutare il commercio?  


domenica 14 giugno 2020

Quando si ha paura del confronto.





Consiglio Comunale del 26 maggio 2020

Intervento del Capo Gruppo della Lista Civica Giovani Sestesi

Consigliere Paolo Vino







Grazie sig. Presidente,



io credo che se questa sera facessimo il nostro intervento e votassimo secondo le imposizioni di tempi e modalità che questa maggioranza inesistente ha deciso, ci sentiremmo complici dell’uccisione della Politica e della massima Assemblea democratica della città. 

La lista Civica dei Giovani Sestesi attraverso il sottoscritto continua a riportare in quest’aula e nelle assemblee di capi gruppo l’invito ad una riflessione attenta e alta, per denunciare questo vostro modo di fare teso ad annullare il confronto e il dibattito politico, a svilire il ruolo istituzionale che ricopriamo.

I Giovani Sestesi che nella precedente legislatura sedevano sui banchi dell'opposizione non hanno lesinato critiche anche forti alla giunta Chittò. Lo abbiamo fatto nel rispetto dei ruoli e nell'assoluta agibilità politica.

Da quando si è insediato Lei insieme a questa maggioranza, abbiamo dovuto registrare la riduzione degli spazi democratici. Lo avete fatto rendendo difficile e burocratico l'ingresso agli uffici comunali, e ai lavori dello stesso Consiglio. Avete distrutto il legame sociale col mondo associativo, spostandolo sul piano conflittuale senza coglierne e valorizzarne il grande patrimonio sociale.

Avete modificato il regolamento comunale rendendo vano e inefficace ogni richiesta di chiarimenti e annullando il dibattito in aula.  Col vostro modo di fare avete spostato quel lumicino di dibattito politico che è rimasto nella nostra città, dai luoghi istituzionali a quello dei social, ma vedete Sig. Presidente, Sig. Sindaco, voi potete fare tutto ciò con la prepotenza dei numeri, ma ricordatevi che ciò che fate oggi potrà ritorcersi contro un domani.

Cari signori, è la politica che guida la vita di una città non la prepotenza e la violenza dei numeri, non sono i like e nemmeno i sondaggi, ma i dati reali. 

I sondaggi ti dicono quanto sei simpatico i dati ti dicono quanto sei competente. Noi continueremo nella nostra battaglia anche se dovessimo farla da soli, perchè crediamo nella Politica e nelle istituzioni.

Abbiamo sempre fatto proposte di buon senso e non ultimo le abbiamo fatto in sede di riunione dei capigruppo l’altra sera, proponendo in modo responsabile e rispettoso delle leggi un allungamento del consiglio comunale al giorno dopo, consentendo così ad ogni rappresentante politico di ogni forza politica, di esprimere il proprio pensiero su quello che è stato messo in votazione. Abbiamo incontrato un muro, una sordità totale.

Abbiamo assistito ad una parata con tanti soldatini che ligi agli ordini ricevuti hanno messo a bando il loro ruolo di consiglieri, preferendo l'obbedienza cieca al buon senso.

Il silenzio di tutti, la votazione inopportuna e fuori luogo effettuata da lei, Sig. Presidente, lo confermano. Lei avrebbe dovuto mantenere un ruolo super partes, e invece ha preferito schierarsi, e non è la prima volta che lo fa.

Le vorrei ricordare che Lei è il Presidente di tutto il Consiglio Comunale e non di una parte ed è stato votato anche con i voti della minoranza.

Lei Sig. Presidente del Consiglio comunale, con quel gesto si è assunto una grave responsabilità, perché il suo atteggiamento scorretto istituzionalmente non le fa certo onore e indebolisce la sua figura, non solo nei confronti di tutti noi dell’opposizione, ma soprattutto della città. 

Il confronto democratico non è nelle vostre corde. Preferite Facebook alla discussione. Lì potete esercitare tutto il vostro ego, compiacervi dei like e sostenere ciò che volete senza contraddittorio. Lo fate nel disprezzo di questa aula e del rapporto con la città. Lo fate con l'arroganza di chi pensa di comandare e non di amministrare. Lo fate con la consapevolezza dell'impossibilità di sostenere un confronto serio sulle cose concrete e non sulle favole-

Questo intervento potrebbe sembrare un discorso distaccato dalle delibere di questa sera, ma non è così: é pienamente attinente alla possibilità o meno di poter discutere senza l'umiliazione dei cinque minuti.

In quest’aula siamo chiamati a fare politica ad esprimere concetti e a fare proposte in funzione di un proprio punto di vista e visione di governo, la parte tecnica la si fa nelle commissioni preposte, e anche su queste delibere si potrebbero e si dovrebbero esprimere posizioni politiche, ma voi non volete farlo, perché ancora una volta riducendo i tempi di discussione e non accogliendo la proposta della Lista Civica dei Giovani Sestesi di allungare il consiglio comunale al giorno dopo qualora ce ne fosse stata l’esigenza, ci impedite di esercitare il nostro ruolo.

Vi nascondete per pura comodità dietro l’interpretazione delle ultime normative, ma Vi annuncio ufficialmente che dopo questo chiarimento mentre per le dichiarazioni di voto mi limiterò ad annunciare il voto, per quanto riguarda gli interventi di ogni singola delibera userò i minuti a mia disposizione stando in silenzio. Lo faccio nel rispetto di quest'aula. Lo faccio come forma di protesta.

Abbiamo scelto il silenzio perché così nemmeno Lei Sig. Presidente potrà toglierci la parola in quanto starò zitto a meno che, Lei Sig. Presidente del Consiglio non si arroghi il potere di toglierci anche questa democratica possibilità e modalità di protestare, a quel punto utilizzeremo altre strade.