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venerdì 15 luglio 2022

PARTE CON IMBARAZZO TRA ABBANDONI E FRANCHI TIRATORI LA GIUNTA DI STEFANO

 

🔴PARTE CON IMBARAZZO TRA ABBANDONI E FRANCHI TIRATORI LA GIUNTA DI STEFANO🔵
Si apre in modo imbarazzante e deficitario il secondo mandato della giunta di Roberto Di Stefano.
Come di prassi il primo passaggio della prima assemblea di un nuovo consiglio comunale e quello di eleggere il suo Presidente. Così non è stato. Non entro nel merito tecnico, ma mi si consenta di evidenziare quello politico.
Mi riferisco al fatto che questa amministrazione, si insedia con l’uscita del consigliere Vincelli sbattendo la porta dalla Lista del sindaco e due voti anomali su 24 votanti, considerando inoltre che non era presente in aula la consigliera Pagani.
Facendo l’analisi dei voti risulta più votato Il cons. Concetti con 14 voti il cons. Romano 1 voto e 9 schede bianche.
Si potrebbe immaginare (essendo segreto il voto) che se 8 cons. dell’opposizione hanno votato scheda bianca la domanda che sorge spontanea è: chi della maggioranza ha votato scheda bianca e chi ha votato il cons. Romano ? qualche franco tiratore?
Il dato politico è che Di Stefano inizia il suo secondo mandato con qualche mal di pancia da parte della sua maggioranza e soprattutto senza più scusanti quando sarà investito di responsabilità e chiamato in causa sullo stato attuale della città .
E' proprio il caso di dire che chi ben inizia è a metà dell’opera. In realtà Di Stefano ha esordito con una sconfitta. Se questo è l’inizio di questa giunta allora ne vedremo delle belle.

mercoledì 6 aprile 2022

PAOLO VINO / DICHIARAZIONE BEPPE SALA “Quella di Sala è una visione distorta e pericolosa. Si capisce perché i Milanesi disertino le urne!”

 


PAOLO VINO / DICHIARAZIONE BEPPE SALA

“Quella di Sala è una visione distorta e pericolosa. Si capisce perché i Milanesi disertino le urne!”

 

“Ho letto la dichiarazione di Beppe Sala, Sindaco di Milano, nella quale si rammarica che alle prossime elezioni nella mia Città non concorra nessun personaggio ‘famoso’, cosa che sminuisce il valore delle consultazioni stesse.

E’ una dichiarazione agghiacciante, figlia di una visione distorta e pericolosa che intende la politica come un reality show modello ‘Isola dei Famosi’, appunto, e non un processo democratico di Popolo. Si capisce perché poi i Milanesi non vadano a votare, come successo nell’ultima elezione dello stesso Sala, dove si è toccato il punto più basso della partecipazione nella storia della Milano repubblicana. Sala sarà anche famoso e star di qualche salotto meneghino ma, a conti fatti, non rappresenta che poco più di un quinto dei suoi Concittadini. Fossi in lui, farei meno passerella e più riflessioni.”

Commenta così Paolo Vino, candidato sindaco civico indipendente, le dichiarazioni di Beppe Sala sulle prossime elezioni a Sesto San Giovanni, e aggiunge: “io non sono certo ‘famoso’ come intende Sala, ma sono più di vent’anni che sono impegnato per la mia Città, sia sul fronte associativo che su quello politico e sono un rappresentante popolare regolarmente eletto, e tanto basta a darmi il diritto/dovere di propormi con responsabilità e trasparenza per il governo cittadino, senza essere mai passato dalle selezioni di ‘X-Factor’, a dispetto di quello che pensa Sala. E questo vale anche per gli altri candidati. Farebbe bene Sala, invece che fare dichiarazioni su Sesto, ad impegnarsi molto di più per far funzionare la Città Metropolitana che, purtroppo per legge presiede, e che in questi anni ha assolutamente snobbato e disertato, danneggiando anche Sesto stessa che dell’Area Metropolitana è una delle chiavi di volta.

E conclude: “Quando Carlo Tognoli, a cui da sempre mi ispiro, divenne Sindaco di Milano nel 1976, era tutt’altro che un personaggio da ‘red carpet’, era ‘solo’ un militante socialista e un amministratore pubblico che con il suo impegno, la sua capacità e la sua intelligenza ha segnato la storia della Città e non solo, diventando il Primo cittadino più amato dal dopoguerra in poi. Quella è la ‘fama’ a cui ambire, ben lontana da quella da avanspettacolo paventata da Sala. Mi dispiace per l’amico Foggetta che di Sala dovrà, diciamo, subire il sostegno”.