La consigliera Aiosa ci ha pubblicamente accusato di omettere le parole
dette in commissione a nostro piacimento, inoltre ci ha accusato di non leggere
le delibere ipotizzando che non studiamo e lo ha fatto in aula consigliare
durante una seduta pubblica del consiglio comunale del 25 febbraio.
Chi ci conosce sa molto bene che non parliamo mai a caso, stampiamo,
leggiamo e studiamo tutte le delibere.
Non facciamo mai interventi fuori luogo, ma ogni volta entriamo nel
merito a differenza della maggioranza che spesso non avendo argomenti fa un
unico intervento cumulativo (forse non sanno o non hanno ancora capito che non sono tutti dello stesso
partito) o come avviene spesso per alcuni partiti che si limitano a dire “grazie Presidente Favorevole”.
Il video che vedrete dimostra chi dice il vero e chi usa mezzucci per
screditare gli avversari senza avere uno straccio di prova concreta, anzi, mente
sapendo di mentire.
Questo è fare politica? La politica è una cosa seria, la politica è
confronto, scontro, ma nel rispetto delle idee altrui.
La politica è il mezzo che governa le esigenze di tutti i cittadini e
non la si può fare come spesso accade pensando che sia roba propria o dei
propri elettori. Sono tutti pronti a dire sarò il sindaco di tutti, a dire sarò
il presidente di tutti ma poi di fatto l’operato è sotto gli occhi di tutti.
Questa amministrazione non avendo argomenti e capacità politica
preferisce evitare il confronto, decide tutto in giunta e si nasconde dietro
l’emergenza Covid19 che deve essere rispettata solo in sede istituzionale per i
consigli comunali, quando invece si fanno comizi pubblici, nemmeno gli
onorevoli di Roma danno il buon esempio.
Speriamo che la gente apra gli occhi, perché ad essere buoni possiamo
confermare che rispetto alla precedente amministrazione niente è cambiato anche
se in realtà qualcosa sta cambiando……..Si, stanno distruggendo il tessuto
sociale, economico, associativo e servizi rivolti ai bambini e ai più deboli.
Come spesso accade in consiglio comunale, la consigliera Aiosa ascolta e poi con aria da Statista, da prima della classe e sbeffeggiando anche i suoi colleghi consiglieri di maggioranza, fa la morale e la predica a tutti i consiglieri dell'opposizione.
Peccato, che qualche volta tutto questo non funzioni e quello che fai ad altri, ti torna indietro come un boomerang.
Nel suo solito post
facebook propagandista della mattina, quest’oggi il nostro Sindaco è riuscito a
battere ogni record di castronerie in pochissime righe. Un vero primato.
L’argomento è quello
della piscina Carmen Longo, quella che lui ha “svenduto” per non dire
“regalato” a un gruppo di imprenditori sestesi che la trasformeranno in un club
soltanto per chi ha tanti soldi da spendere… (in questo periodo è uno schiaffo
ai sestesi).
DI STEFANO SCRIVE: “Se
in diverse parti del Paese i lavori per opere e infrastrutture sono ancora
bloccati, a Sesto San Giovanni durante i mesi di quarantena non siamo stati
fermi e abbiamo lavorato”.
NOI OSSERVIAMO:
Innanzitutto il cantiere non è suo e dunque non ha fatto proprio nulla.
Inoltre, durante il lockdown era vietato portare avanti i cantieri e dunque se
lui lo avesse fatto avrebbe violato le norme, o quanto meno avrebbe commesso
una omissione di controllo se avesse consentito ad altri di lavorare.
MA POI RIVELA LA SUA
STESSA BALLA QUANDO AFFERMA: “I lavori per la realizzazione della piscina
scoperta Carmen Longo, secondo il nuovo cronoprogramma, ripartiranno a
ottobre”. Ma come? Non aveva appena detto che non si erano fermati? La solita
fake news di un sindaco incapace… e fanfarone”… In verità la NOTIZIA è che i
lavori sono fermi e anche questa promessa di Di Stefano si sta dimostrando una
falsità…
Nel suo messaggio il
Sindaco, come al solito, se la prende con il governo e promette un impianto a
disposizione di tutti gli sportivi sestesi.
Dimentica che sarà una
piscina per il relax e non per lo sport. O forse non lo ha ancora capito? La
cosa vera è che il maggior rappresentante delle istituzioni sestesi è anche il
più grande produttore di fake news. Il tutto a scapito dei cittadini che stanno
soffrendo davvero.
Assessore
Lamiranda, la mobilità non è un gioco per ragazzini ideologizzati
Soltanto qualche
giorno fa, l'Assessore all'Urbanistica di Sesto San Giovanni, Antonio
Lamiranda, si pavoneggiava in tv cercando di dimostrare che le piste ciclabili
di Milano sono inutili e pericolose dando una pessima prova generale di
campagna elettorale.
Peccato che, alle sue
spalle, le immagini dimostravano il contrario con piste ciclabili affollate di
ciclisti e di persone alla guida di monopattini.
Basterebbe questo
episodio per evidenziare la sua palese inadeguatezza rispetto al ruolo che
ricopre.
Tuttavia è riuscito a
fare di peggio perché, qualche giorno più tardi, il nostro assessore anti piste
ciclabili si è finalmente reso conto della realtà, ovvero che la mobilità
“dolce” sta prendendo piede anche a Sesto. Ciclisti e utenti di monopattini stanno
pacificamente “invadendo” la città. E allora cosa ha fatto?Si è improvvisamente eretto a paladino di un
bando per istituire il primo servizio di monopattini in sharing.
Al posto di farsi
fotografare a bordo di un monopattino, Lamiranda avrebbe fatto meglio ad
affrettarsi a dotare la città di nuove piste ciclabili... tante piste
ciclabili, per garantire sicurezza e serenità ai tanti sestesi che ogni giorno
usano davvero le biciclette e i monopattini.
Un vero disastro
politico il suo, dettato dall'incapacità gestionale.
Sesto ha bisogno di
chilometri di piste ciclabili, di zone con limitazione della velocità a 30km
l'ora per favorire la mobilità dolce e tantissime rastrelliere per parcheggiare
al sicuro le biciclette che oggi sono legate ai pali e agli alberi. Forse è
meglio che Lamiranda salga sul suo monopattino e si dimetta... di corsa.
Il Sindaco e la sua
combriccola ignorano le regole e se ne infischiano della sicurezza
Negli ultimi mesi il
Sindaco Roberto Di Stefano aveva già dato ampia prova di strafottenza e
incapacità nel seguire le regole, come quando girava per la città in piena
emergenza Covid per farsi fotografare dal suo staff, profumatamente pagato con
i soldi dei sestesi.
Ma l’altro pomeriggio
ha dato il peggio di sé incaricando il fido cortigiano Tullio Attanasio di
chiamare in strada alcune decine di sestesi, per consentirgli di fare
l'ennesima uscita propagandistica nel quartiere Restellone.
Cittadini che da anni
vivono in condizioni di estremo degrado, soprattutto a causa dell'incapacità
politica di Di Stefano e della sua giunta. I cittadini sono stati costretti ad
ascoltare, per l'ennesima volta, le promesse da marinaio di un Sindaco
fantasma...
“In mezzo alla gente
per ascoltare i loro problemi”, recita come un disco rotto Di Stefano. Ma la
verità è che l'unico obiettivo raggiunto attraverso questo incontro è stato
quello di fare un selfie, l'ennesimo da postare su Facebook.
Di Stefano e il fido
Attanasio, che si è autoproclamato portavoce di un comitato fantasma del
Restellone, hanno commesso almeno tre violazioni alle regole e alle
consuetudini istituzionali che proprio il Sindaco spesso impone a suon di multe
alle associazioni che non ritiene “amiche”:
1° gli assembramenti
sono vietati o quanto meno sconsigliati in una situazione di emergenza Covid;
2° affiggere volantini senza autorizzazione e/o timbri dell’ufficio affissione
è vietato e in altre situazioni lo stesso Sindaco ha fatto sanzionare le associazioni
che li affiggevano; 3° se il Sindaco avesse davvero voglia di risolvere questi
problemi, dovrebbe portare questi temi in una commissione o in consiglio
comunale, non in uno sterile comizio elettorale.
Di Stefano è incapace
e pericoloso. Non può che prendere atto del fallimento della sua politica.
Se il Restellone è nel
degrado la colpa è esclusivamente sua e di una giunta che non è mai stata in
grado di gestire i rapporti con MM e Comune di Milano. Basti pensare che sul
territorio di Milano, il cantiere della M4 procede a pieno regime, mentre qui a
Sesto, cittadini e commercianti sono costretti a subire angherie di ogni tipo
condite dalla mancanza di autorevolezza e capacità del Sindaco.
Ci ha lasciato
Fiorenza Bassoli, primo sindaco donna di Sesto San Giovanni e successivamente
consigliere regionale, e Senatrice della Repubblica. Al figlio Yuri e alla
famiglia tutta le nostre più sentite condoglianza.
Con Lei scompare un
pezzo importante della storia della città. Fiorenza è stata un ottimo sindaco,
coraggiosa e sempre in prima linea nel difendere gli interessi della sua
comunità.
Qualsiasi ruolo abbia
occupato, non le ha impedito di mantenere stretti i legami con la città che
amava e che ha servito con grande abnegazione. Ha affrontato con forza e
determinazione periodi difficili per Sesto, e l'ha fatto sempre con grande
capacità politica e con straordinaria lucidità.
Con noi della Lista
Civica Giovani Sestesi, ha sempre avuto un rapporto particolare di attenzione e
collaborazione soprattutto dopo l’incarico ricevuto di Coordinatrice del
comitato scientifico per la Città della Salute e della Ricerca.
Tanti i confronti,
spesso duri, aspri, ma seri e di grande rispetto, dice il segretario Paolo Vino
ma fortemente e fermamente uniti nei valori che rappresentano la nostra città.
E' stata un punto di riferimento, pur mantenendo fermo e deciso il suo convinto
impegno nel partito in cui militava.
Fiorenza ha sempre
anteposto il bene della città ad una visione miope e settaria. Alla propaganda
sterile, ai selfie, allo scontro ha sempre preferito il confronto fatto di
contenuti e proposte. Era straordinariamente capace.
Agli incontri, alle
riunioni si preparava sempre con estrema cura. Ha affrontato con coraggio e
grande fierezza una lunga e tenace lotta contro la malattia.
Fino all'ultimo, ha
lavorato con forza e passione per Sesto, per il suo futuro che guardava con
interesse e fiducia.
Ciao Fiorenza, a nome
di tutto il Direttivo, degli iscritti della Lista Civica Giovani Sestesi ti
voglio salutare ancora una volta ringraziandoti per tutto quello che hai fatto.
Non solo critiche ma proposte. E' nel nostro stile fare politica pensando al bene dei cittadini, valutare, ragionare ed esprimere un pensiero, una proposta.
Spalmare in 5 anni le tasse del 2020 consentirebbe di garantire a tutti i cittadini continuità ai servizi, garantirebbe le entrate nelle casse dell'ente e darebbe un po' di sollievo e fiato a tutte quelle imprese che a fatica provano a ripartire dopo il fermo dovuto al Coronavirus.
Dicevano di voler aiutare il commercio di vicinato invece......la TOSAP è arrivata a 10 giorni della scadenza (30 Giugno) senza alcuna riduzione visto il periodo di chiusura totale.
Intervento
del Capo Gruppo della Lista Civica Giovani Sestesi
Consigliere
Paolo Vino
Grazie sig. Presidente,
io credo che se questa sera facessimo il nostro intervento e
votassimo secondo le imposizioni di tempi e modalità che questa maggioranza
inesistente ha deciso, ci sentiremmo complici dell’uccisione della Politica e
della massima Assemblea democratica della città.
La lista Civica dei Giovani Sestesi attraverso il
sottoscritto continua a riportare in quest’aula e nelle assemblee di capi
gruppo l’invito ad una riflessione attenta e alta, per denunciare questo vostro
modo di fare teso ad annullare il confronto e il dibattito politico, a svilire
il ruolo istituzionale che ricopriamo.
I Giovani Sestesi che nella precedente legislatura sedevano
sui banchi dell'opposizione non hanno lesinato critiche anche forti alla giunta
Chittò. Lo abbiamo fatto nel rispetto dei ruoli e nell'assoluta agibilità
politica.
Da quando si è insediato Lei insieme a questa maggioranza, abbiamo
dovuto registrare la riduzione degli spazi democratici. Lo avete fatto rendendo
difficile e burocratico l'ingresso agli uffici comunali, e ai lavori dello
stesso Consiglio. Avete distrutto il legame sociale col mondo associativo,
spostandolo sul piano conflittuale senza coglierne e valorizzarne il grande
patrimonio sociale.
Avete modificato il regolamento comunale rendendo vano e inefficace
ogni richiesta di chiarimenti e annullando il dibattito in aula.Col vostro modo di fare avete spostato quel
lumicino di dibattito politico che è rimasto nella nostra città, dai luoghi
istituzionali a quello dei social, ma vedete Sig. Presidente, Sig. Sindaco, voi
potete fare tutto ciò con la prepotenza dei numeri, ma ricordatevi che ciò che
fate oggi potrà ritorcersi contro un domani.
Cari signori, è la politica che guida la vita di una città
non la prepotenza e la violenza dei numeri, non sono i like e nemmeno i
sondaggi, ma i dati reali.
I sondaggi ti dicono quanto sei simpatico i dati ti dicono
quanto sei competente. Noi continueremo nella nostra battaglia anche se
dovessimo farla da soli, perchè crediamo nella Politica e nelle istituzioni.
Abbiamo sempre fatto proposte di buon senso e non ultimo le
abbiamo fatto in sede di riunione dei capigruppo l’altra sera, proponendo in
modo responsabile e rispettoso delle leggi un allungamento del consiglio
comunale al giorno dopo, consentendo così ad ogni rappresentante politico di
ogni forza politica, di esprimere il proprio pensiero su quello che è stato
messo in votazione. Abbiamo incontrato un muro, una sordità totale.
Abbiamo assistito ad una parata con tanti soldatini che ligi
agli ordini ricevuti hanno messo a bando il loro ruolo di consiglieri,
preferendo l'obbedienza cieca al buon senso.
Il silenzio di tutti, la votazione inopportuna e fuori luogo
effettuata da lei, Sig. Presidente, lo confermano. Lei avrebbe dovuto mantenere
un ruolo super partes, e invece ha preferito schierarsi, e non è la prima volta
che lo fa.
Le vorrei ricordare che Lei è il Presidente di tutto il
Consiglio Comunale e non di una parte ed è stato votato anche con i voti della
minoranza.
Lei Sig. Presidente del Consiglio comunale, con quel gesto si
è assunto una grave responsabilità, perché il suo atteggiamento scorretto
istituzionalmente non le fa certo onore e indebolisce la sua figura, non solo
nei confronti di tutti noi dell’opposizione, ma soprattutto della città.
Il confronto democratico non è nelle vostre corde. Preferite
Facebook alla discussione. Lì potete esercitare tutto il vostro ego,
compiacervi dei like e sostenere ciò che volete senza contraddittorio. Lo fate
nel disprezzo di questa aula e del rapporto con la città. Lo fate con
l'arroganza di chi pensa di comandare e non di amministrare. Lo fate con la
consapevolezza dell'impossibilità di sostenere un confronto serio sulle cose
concrete e non sulle favole-
Questo intervento potrebbe sembrare un discorso distaccato
dalle delibere di questa sera, ma non è così: é pienamente attinente alla
possibilità o meno di poter discutere senza l'umiliazione dei cinque minuti.
In quest’aula siamo chiamati a fare politica ad esprimere
concetti e a fare proposte in funzione di un proprio punto di vista e visione
di governo, la parte tecnica la si fa nelle commissioni preposte, e anche su
queste delibere si potrebbero e si dovrebbero esprimere posizioni politiche, ma
voi non volete farlo, perché ancora una volta riducendo i tempi di discussione
e non accogliendo la proposta della Lista Civica dei Giovani Sestesi di
allungare il consiglio comunale al giorno dopo qualora ce ne fosse stata
l’esigenza, ci impedite di esercitare il nostro ruolo.
Vi nascondete per pura comodità dietro l’interpretazione
delle ultime normative, ma Vi annuncio ufficialmente che dopo questo
chiarimento mentre per le dichiarazioni di voto mi limiterò ad annunciare il
voto, per quanto riguarda gli interventi di ogni singola delibera userò i
minuti a mia disposizione stando in silenzio. Lo faccio nel rispetto di
quest'aula. Lo faccio come forma di protesta.
Abbiamo scelto il silenzio perché così nemmeno Lei Sig.
Presidente potrà toglierci la parola in quanto starò zitto a meno che, Lei Sig.
Presidente del Consiglio non si arroghi il potere di toglierci anche questa
democratica possibilità e modalità di protestare, a quel punto utilizzeremo
altre strade.
Falso e opportunista, il sindaco Roberto Di Stefano nemmeno
in piena emergenza riesce a lavorare per il bene della sua città.
Dopo aver tardato di
ben 2 mesi e mezzo l'approvazione del Bilancio Comunale, costringendo alla fuga
l'assessore Pini, che aveva la delicata delega, e pasticciando i conti al punto
da ricevere l'ennesimo richiamo dal Ministero, oggi il sindaco attacca i
partiti di opposizione usando l'arma dell'emergenza Coronavirus.
Sta raccontando ai
cittadini che se non verrà approvato il Bilancio non ci saranno i soldi per
acquistare i presidi sanitari di emergenza. Ebbene dice ancora una volta il
falso. L'unica verità è che intende far approvare senza nessuna osservazione il
Bilancio Comunale, probabilmente zeppo di errori e chi sa di quali altre
diavolerie a discapito dei sestesi.
Caro sindaco, la
legge, come conferma lo stesso Presidente del Consiglio Comunale Fiorino,
consente l'approvazione del Bilancio fino al 30 aprile. Noi ti abbiamo chiesto
di rinvialo o di discuterlo ora, ma senza affollare l'aula del consiglio
comunale in un momento nel quale chiediamo ai cittadini di rimanere a casa. Le
regole e la tecnologia consentono di discutere e di approvare il Bilancio con i
tempi e i modi che sono regolati dalla Democrazia.
Ogni vostro tentativo
di forzare la mano rappresenta solamente una deriva autoritaria figlia di
ignoranza e prepotenza.
Del resto cosa ci si
può attendere da un sindaco che sembra vivere in un Reality show.
Si è presentato da
medici e infermieri dell'ospedale cittadino con 10 pizze, quando queste persone
chiedono da giorni mascherine, farmaci e rinforzi per non essere infettati per
salvare dalla morte i nostri concittadini. Tra un selfie e l'altro, provi a
pensare che il mondo reale è in guerra e che le persone stanno soffrendo
davvero.
Rinviare la
seduta del Consiglio Comunale sul bilancio al 30 aprile: la proposta unitaria
delle opposizioni
Per prima cosa, tutti
noi desideriamo esprimere vicinanza e solidarietà alle persone colpite dal
COVID-19 e il nostro pensiero va alle persone decedute e alle loro famiglie.
Questo pomeriggio è
stata formalmente inoltrata al presidente Giovanni Fiorino una richiesta di
rinvio del consiglio comunale previsto per il prossimo 25 marzo da parte di
tutte le forze di opposizione.
“Stiamo vivendo uno
stato di emergenza con misure epocali, non a caso l’Organizzazione Mondiale
della Sanità ha valutato che COVID-19 come una pandemia” dice Savino
Gianvecchio capogruppo della lista Sesto al Primo Posto.
“Troviamo che sarebbe
una scelta di buon senso quella di sospendere la convocazione del prossimo
Consiglio Comunale richiamando la possibilità di deroga entro il 30/04/2020
come la legge consente (Decreto Ministero dell'Interno del 28/2) dice Roberta
Perego capogruppo del Partito Democratico.
“Inoltre il Decreto
della Presidenza del Consiglio dei Ministri prevede ‘Misure urgenti in materia
di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID- 19’ e
sospendere il consiglio e facendo appello al forte senso di responsabilità e
alla gravità del momento abbiamo chiesto al Presidente del consiglio che si
sospenda la convocazione dell’assemblea comunale” aggiunge Vincenzo Di Cristo,
capogruppo del Movimento 5 Stelle.
“Considerando queste
ipotesi chiediamo la sospensione della Conferenza dei Capigruppo prevista il 16
marzo e della Commissione bilancio a data da definirsi, come atto di
responsabilità verso la città e verso tutti noi” conclude Paolo Vino,
capogruppo della Lista Civica Giovani Sestesi.
Inoltre, considerata
l’importanza del Consiglio Comunale, non vogliamo che questo si riduca ad un
mero momento di ascolto. Il tema del Bilancio è il momento più alto e
importante politicamente di un’amministrazione, e la discussione politica,
nelle condizioni emergenziali attuali, verrebbe ulteriormente penalizzata
dall’accorpamento di delibere, possibili emendamenti e ordini del giorno da
discutere nelle sole tre ore di Consiglio.
Siamo tutti
consapevoli della necessità oggi di ridurre i tempi della riunione e, proprio
per questo motivo, riteniamo poco comprensibile la scelta di convocare una
Commissione su due giornate. Né individuiamo nelle disposizioni inviate,
coerenza con le misure per la corretta protezione delle persone presenti in
aula.
Pertanto la proposta
avanzata unitamente da tutti i gruppi d’opposizione consiste nello spostamento
della seduta al 30 aprile come previsto dalla legge. Qualora questo non sia
possibile, predisporre la stessa seduta tramite collegamento da remoto per
garantire davvero la sicurezza di tutti e mantenendo i tempi di discussione,
dichiarazione di voto e presentazioni come se fosse un consiglio comunale non
in stato di emergenza.
Vicinanza al vice segretario Antonio Saponara per la perdita del padre Francesco, l'uomo che nel luglio 2014 venne aggredito presso l'area di servizio al Restellone di Sesto San Giovanni.
I componenti del Direttivo della Lista Civica Giovani Sestesi
si stringono Vice Segretario e amico Antonio Saponara nel giorno della morte
del padre Francesco.
Siamo coscienti che nessuna parola può valere a riempire un
vuoto come quello lasciato da quest’uomo, strappato nel giugno 2014 alla sua
casa e alla sua quotidianità dopo essere rimasto vittima di una brutale
aggressione sul posto di lavoro, dove gli è succeduto proprio il figlio.
Tutto ciò che possiamo fare è manifestare la nostra vicinanza
e la nostra partecipazione al grande dolore della moglie e dei due figli, che
nel corso degli anni, da quel giorno che ha segnato per sempre la vita di tutti
loro, si sono prodigati per non far mancare al marito e al padre Francesco
affetto e un’esistenza il più possibile piena e dignitosa.
I funerali si svolgeranno lunedì 20 gennaio 2020 alle ore 10,00 presso la
parrocchia di San Carlo Borromeo in via Boccaccio. Dopo le esequie sarà
accompagnato al nuovo cimitero di Sesto San Giovanni.
Che fine
ha fatto la politica ambientale del Sindaco Di Stefano
Sono ormai giorni che
Sesto San Giovanni, così come tutta l'area milanese, è assediata da elevati livelli
di smog che mettono a rischio la salute di tutti, soprattutto dei bambini e
degli anziani.
In questa
situazione di grave emergenzaemerge ancora più forte l'assenza del Sindaco Di Stefano
e di una seria Politica Ambientale da parte della sua Giunta.
Da quando si è
insediato, Di Stefano è stato solamente capace di “gridare alla luna”. La sua
politica contro lo smog e il traffico prevedeva solo l'idea imbarazzante e poco
credibile di mettere delle barriere agli ingressi di Sesto San Giovanni per far
pagare gli automobilisti che arrivano a Sesto. Nessuna indicazione di tipo
ambientale. Nessun impegno a educare i cittadini a uno stile di vita più
sostenibile.
Ma soprattutto, nei
suoi programmi non compare nemmeno una riga dedicata ai piani di sviluppo di
trasporti pubblici efficaci, di nuovi sistemi di mobilità locale. Non è
riuscito nemmeno a presentare un piano credibile di piste ciclabili e di ZTL
(aree a traffico limitato) che possano favorire la diffusione della mobilità
non inquinante.
Anche i futuri
progetti per le aree ex Falck nascono con un difetto mostruoso: la presenza di
una rete di trasporti pubblici locali efficienti e moderni. Non esiste infatti
un progetto di metropolitana, tranvia o filovia, per collegare i nuovi
insediamenti che, lo ricordiamo, saranno estesi come una media cittadina
lombarda.
Ahh si.... una cosa
l'ha fatta. Di
Stefano ha criticato aspramente il Comune di Milano che ha introdotto
il nuovo biglietto integrato per i mezzi pubblici, producendo risparmi per i
sestesi che scelgono di lasciare a casa le auto.
Un sindaco così
rappresenta inadeguatamente i cittadini di Sesto San Giovanni. Soprattutto quei
giovani che non lo hanno votato, ma che devono subire la sua inadeguatezza e la
sua ignoranza sui temi amministrativi, in questo caso, ambientali.
La Politica di Di
Stefano è il nulla. Ma che dire del suo Assessore all'Ambiente. L’assessore
Magro, che non vive nemmeno a Sesto e della nostra città non conosce nulla, è
letteralmente scomparsa dai riflettori. Suo è il disastro del servizio di
igiene urbana che ha trasformato Sesto San Giovanni nella città più
degradata della Lombardia. Sua la “direzione politica” dei continui
abbattimenti di alberi che stanno devastando la città senza una chiara politica
ambientale.
Sindaco, sappiamo che
purtroppo è capace solamente di giocare con gli smartphone per farsi i selfie,
ma la politica ambientale è un argomento troppo serio. C'è dimezzo la salute
dei cittadini. Si faccia da parte e continui a giocare a casa sua, non con la salute
di noi sestesi.
Incapace e inadeguato. Il Sindaco
Roberto Di Stefano è riuscito a far vergognare i sestesi anche dinanzi agli
occhi delle forze dell'ordine di Sesto San Giovanni che martedì 14 gennaio
hanno vissuto uno dei giorni più difficili.
Mentre i Carabinieri di
Sesto San Giovanni facevano i conti con l'emergenza provocata da alcuni
delinquenti che hanno tentato di sfondare la recinzione della
Caserma di via Pirandello, il sindaco non ha trovato altro da dire che una
affermazione assurda come questa: “L’ennesima dimostrazione di come
funziona il modello Sesto: per delinquenti del genere non c’è posto nella
nostra città”.
Signor Sindaco, è solo
a causa della sua incapacità politica e amministrativa che oggi
Sesto San Giovanni è ricettacolo di delinquenti e di vagabondi. Questi
delinquenti comuni, che le definisce in modo dispregiativo zingari
sottolineando la sua ignoranza e il suo razzismo, vivono da mesi nei camper
nelle strade di Sesto San Giovanni. A parte le chiacchiere, lei non è mai riuscito a risolvere nessuno dei problemi di sicurezza di
questa città.
Infatti quotidianamente facciamo i
conti con montagne di episodi di furti nelle case e atti vandalici alle auto
dei cittadini. I negozi vengono spesso presi d’assalto e svaligiati. Che dire
della droga. Un sindaco responsabile, farebbe meno
selfie e cercherebbe di dare una mano concreta alle forze dell'ordine che
lavorano in silenzio e nella discrezione per il bene dei cittadini. Invece in
questi due anni e mezzo di amministrazione non è riuscito a compiere nemmeno un
atto concreto in loro sostegno. Ah già, una cosa l'ha fatta: il
record mondiale di Daspo urbani che sono serviti solamente a lei
per riempirsi la bocca. Perché in questi anni il degrado della città è
solamente cresciuto.
La Vostra proposta
cita: Le interrogazioni non avranno più carattere d’urgenza. Scusate ma chi
stabilisce l’urgenza?
Non stiamo
parlando di una cosa formale ma di qualcosa di sostanziale. Con
questa state mettendo il bavaglio alla democrazia.
Probabilmente,
anzi sicuramente voi pensate che si tratti di una semplice polemica mediatica.
A nostro avviso
questo dibattito affronta la grande questione della democrazia liberale e parte
dal principio che la politica oggi grazie a scelte come queste, perde la sua
identità e il suo ruolo.
Non poter più
discutere in aula consigliare di temi quali le istanze dei cittadini e quindi
in termini tecnici le interrogazioni, riduce a un lumicino il ruolo
istituzionale che svolge un consigliere comunale, e a nostro avviso si umilia
la massima assemblea cittadina.
Con questa scelta
sposterete il dibattito dal luogo istituzionale alle piattaforme social e sulle
colonne dei giornali, probabilmente e quello che volete fare, ma non
dimenticate che i due luoghi sono ben diversi.
Vi invitiamo a
fare una riflessione seria, una riflessione politica e attenta, vi chiediamo di
riflettere e domandarvi se per voi la Politica ha ancora un ruolo e un senso
alto delle istituzioni.
Perché il senso
del ruolo politico non è certo dato dal titolo di Consigliere o di Assessore ma
dalla rappresentatività e dal pensiero politico.
Se la titolarità
dell’azione politica la trasferiamo alle piattaforme social o al potere
mediatico, lasciando loro di scegliere cos’è, e qual è la politica, e
quest’aula per paura, per pavidità o mediocrità e fa un passo indietro e lascia
l’azione politica al di fuori delle istituzioni, si dichiara la sua
sconfitta.
Riteniamo che
nella vostra proposta di pubblicare le risposte e le repliche delle
interrogazioni sul sito del comune, sicuramente denota la volonta’ di
avvicinare i cittadini alle istituzioni, ma non basta perché togliere il
dibattito e la possibilità di replica dell’opposizione in consiglio comunale
significa bloccare l’importanza dello sviluppo della democrazia e indebolisce
la politica stessa.
Noi dobbiamo
confrontarci, dobbiamo discutere, perché è questo che fa la
politica dobbiamo porre il sistema nelle condizioni di diventare un
sistema efficace, non dobbiamo indebolire la politica, ma allargare gli
spazi democratici di discussione reale.
Sentiamo parlare
leader Nazionali di Partito, di coinvolgimento, di democrazia, di
partecipazione alla vita politica e voi cosa state facendo? State andando
contro tendenza.
Fate molta
attenzione perché questa vostra scelta è una scelta a parer nostro suicida, e
se questa rimane la vostra posizione saremo costretti a portare in piazza tutte
le nostre dimostranze, ma non solo.
Ignorare che gran
parte delle interrogazioni nascono da problemi reali presenti sul territorio, e
non da pruriti esistenziali, con il vostro comportamento alimenterete tensioni
e il distacco dalle istituzioni.
Credo fortemente
che: Così facendo state scrivendo una brutta fase della storia politica della
nostra città, una città che nel passato è stata fucina di partecipazione e di
costruzione del tessuto democratico.
Mi sorge un
dubbio: non è che non siete in grado di reggere il confronto? Sarà un caso che ex assessore Pini si sia dimessa poche ore
prima di venire in quest’aula per discutere del bilancio?
Vedete: Dopo il
proclamo della vostra vittoria avevate promesso che il comune, il luogo che
rappresenta la casa di tutti, sarebbe stata da voi trasformata, ma già nei
primi consigli comunali con una banale scusa avete blindato il palazzo, la casa
di tutti i Sestesi, già perché non possiamo dimenticare la sera che avete
lasciato fuori dal consiglio comunale anzi fuori dal palazzetto le mamme
rappresentanti degli asili nido e i rappresentanti delle associazioni sestesi,
tutto a seguito dell’umiliate insediamento da stadio che avete fatto il primo
giorno di questa vostra amministrazione.
Avete costruito
una casa blindata, senza ne vetri ne finestre e l’aria che si respira e
diventata pesante.
Vi lascio con
un’ultima riflessione, faccio mie le parole pronunciate dall’Onorevole Bettino
Craxi il 3 luglio del 1992 nel suo storico intervento alla camera dei deputati.
Egli disse: “HO
IMPARATO AD AVERE ORRORE DEL VUOTO POLITICO” . Meditate gente, meditate.
Un brindisi, mascherato da augurio natalizio. Sì è chiusa con il
botto un’altra
serata per il Comune di Sesto San Giovanni, che ha decretato il radicale
indebolimento degli spazi e degli strumenti democratici dopo la (scontata)
approvazione della delibera di Consiglio riguardante la modifica al Regolamento
d’aula, votata favorevolmente da tutti e 15 i rappresentanti di maggioranza (era
assente, giustificato, un solo consigliere).
La compagine monocolore (perché di
questo si tratta, nonostante le premesse delle amministrative del 2017), che
sostiene un Sindaco senza tessera di partito (anche se la sostanza della linea
dettata rende chiaro a chi si ispiri), si è resa protagonista di un altro
siparietto ispirato alla consegna del silenzio.
Ormai è forse pleonastico
chiedere conto di tale operato a una certa parte dei consiglieri che siedono tra
i banchi di chi appoggia la Giunta Di Stefano, quando Forza Italia e Lega
sfumano l’uno nell’altro, i gruppi consiliari - diversi neo-nati in questi due
anni e mezzo di governo cittadino - cambiano di continuo composizione (l’ultima
notizia è il passaggio di Gianmaria Vincelli dal gruppo misto a quello Di
Stefano Sindaco), si fatica a distinguere la voce di taluni per il fatto che non
portano mai un contributo in sede di confronto.
Questo intreccio di
inconsistenze, che si richiama unicamente a una cieca obbedienza all’attuale
primo Sindaco di Sesto San Giovanni - lascia, come al solito, ai margini la
città e quegli elettori che nel 2017 hanno sostenuto politiche differenti da
quelle che ora governato il Comune e che potevano sperare di trovare risposta,
attraverso il ricorso allo strumento delle interrogazioni, alle problematiche
via via evidenziatesi.
Si rassegnino ad andare su Internet e a leggere ciò che
varrà loro proposto acriticamente.
L'assessore al Bilancio di Di Stefano fugge e lascia la città
in braghe di tela
L'assessore al Bilancio del nostro comune si è dimessa. E'
letteralmente fuggita alla vigilia del consiglio comunale che doveva servire ad
esaminare il Bilancio preventivo 2020 del Comune di Sesto San Giovanni.
Insomma, ancora una volta un assessore della Giunta Di Stefano, abbandona
frettolosamente e in modo sospetto, così come avevano già fatto Angela
Tittafferrante e Gianpaolo Caponi, fuggiti dinanzi alle decisioni non
condivisibili del Sindaco Di Stefano.
Non una spiegazione,
se non qualche parola di circostanza. Non un reale confronto per un gesto che
mette in forte difficoltà il Comune di Sesto San Giovanni e quindi l'intera
città.
Dopo le sue dimissioni non si ha più traccia dei documenti di
Bilancio che dovevano essere consegnati ai consiglieri comunali. Non si conosce
lo stato di salute dei conti pubblici.
La prima conseguenza è che, il nuovo Bilancio verrà discusso
e approvato l'anno prossimo, in forte ritardo rispetto ai criteri di buona
gestione. Sesto San Giovanni andrà in “esercizio provvisorio”, ciò comporterà
una limitazione nelle spese e nei pagamenti. Un ritardo sui progetti e
sull'avvio dei servizi.
Il principale motivo di inquietudine è però un altro:
l'assessore Pini ha lasciato nel momento in cui avrebbe dovuto firmare quel
Bilancio. Perché non lo ha firmato? Di cosa ha paura? Forse perché doveva
affrontare certe decisioni che non condivide? O peggio, decisione contrarie al
bene dei sestesi.
Ricordiamo che la coppia Pini – Di Stefano negli ultimi 2
anni ha già prodotto la svendita delle Farmacie Comunali, un accordo perdente
per la gestione della Casa Albergo, regalato con un affitto molto calmierato ad
ALER una delle ville Storiche e più importanti quale Villa Puricelli Guerra, un
accordo a ribasso per la riqualificazione delle piscine comunali che di fatto
non saranno più sotto il controllo pubblico, ma affidate a privati.
Signor sindaco, i suoi assessori continuano a fuggire e la
città diventa sempre più povera. Forse è arrivato il momento di dimettersi.
Di Stefano sindaco ISOLATO, IGNORANTE e sempre più vicino a posizioni RAZZISTE.
ISOLATO dalla sua maggioranza a trazione civica, IGNORANTE perché ignora la storia della nostra città e RAZZISTA perché sempre più vicino a posizioni della destra. Già perché anche la LEGA e il centrodestra di Cinisello Balsamo hanno smentito il nostro sindaco e la sua trazione civica, che nei giorni scorsi aveva negato la cittadinanza onoraria alla Senatrice a vita LILIANA SEGRE, testimone dell'Olocausto. Con l’atteggiamento che distingue il suo operato da sindaco fin dall'esordio, DI STEFANO ha voluto sostenere una battaglia politica inutile e svilente per la città che lo ha eletto. Forse Di Stefano IGNORA la storia e la tradizione di Sesto San Giovanni, medaglia d'oro al valor militare per la Resistenza al fascismo. Oppure prende volutamente le distanze dalla sua storia? La vicinanza dimostrata sempre più spesso a posizioni RAZZISTE e intolleranti non gli fanno onore come la concessione di sale pubbliche a Casa Puond e destinare fondi sottratti ad eventi per il 25 Aprile destinandoli a “cantar di maggio”. Soprattutto ISOLATO sempre di più anche dalla sua stessa maggioranza che sulla vicenda della Sen.SEGRE si è chiusa in un imbarazzante silenzio. E I CIVICI? Che vergogna. Per una poltrona di assessore LANZONI dopo aver messo nell'angolo il suo “capitan CAPONI”, adesso tradisce anche la storia della sua città. Di ROBERTO DI STEFANO nella storia di Sesto San Giovanni non rimarrà che la sua incapacità di gestire e far evolvere la città. Ah già, anche i suoi selfie ci rimarranno. Simbolo di un sindaco che non sapendo fare nulla di concreto cerca rifugio nella comunicazione di immagine.
VERGOGNOSO ATTEGGIAMENTO DEL SINDACO
DI STEFANO. ADESSO SAPPIAMO DA CHE PARTE STA.
Ora è chiaro
da che parte sta il sindaco di Sesto San Giovanni: DALLA PARTE di coloro che
ignorano la storia della nostra città e dell'Italia intera come i neoFASCISTI e
i neoRAZZISTI.
Ne avevamo avuto il sospetto quest'estate quando aveva
annunciato di voler sfrattare l'archivio storico dell'Aned; ne avevamo
avuto la conferma quando ha negato i contributi all'Istituto Cervi;
soprattutto quando ha accolto a Sesto San Giovanni in pompa magna i
neofascisti di Casapound, affittandogli una sede comunale.
Nonostante il Sindaco Di Stefano abbia sempre fatto il pesce
in barile, la recente decisione di non concedere la cittadinanza onoraria di
Sesto San Giovanni alla Senatrice a vita Liliana Segre, testimone
dell'Olocausto, è un segno chiaro e inequivocabile: sta dalla parte di
quegli illiberali già sconfitti dalla storia e di chi ha sempre cercato di
imporre le sue idee con l'autoritarismo e la forza.
Del resto, la recente storia di Sesto San Giovanni è
lastricata di episodi di intolleranza, di incapacità di integrare chi è
straniero e chi ha una fede diversa. Il sindaco non perde occasione per
mostrarsi intollerante e sempre più lontano da scelte d’integrazione, con
l'obiettivo di acchiappare qualche voto anche a costo di svendere i valori e la
storia della sua città.
L’atteggiamento della maggioranza, composta da forze che si
professano civiche, le cui scelte quotidiane, però, rappresentano quanto di più
vicino ai pensieri di centro-destra, denotano una miopia nel negare un tale
riconoscimento nella città Medaglia d’Oro al Valore Militare della Resistenza. Come
forza politica, la Lista Civica Giovani Sestesi esprime la propria indignazione
dinnanzi a un gesto che il nostro Paese sostiene a larga maggioranza.
Per aiutare il Sindaco Di Stefano a comprendere in pieno la
gravità della vergognosa scelta della sua maggioranza, invitiamo i cittadini di Sesto San Giovanni a esprimere la
propria contrarietà, indirizzando una mail all’indirizzo istituzionale:
r.distefano@sestosg.net.
Il prossimo appuntamento con la commissione di controllo per
le linee programmate del Sindaco è fissato per giovedì 21 novembre 2019 alle
ore 18,30 in la sala giunta.
Un appuntamento importante per il debutto del presidente
Paolo Vino della Lista Civica Giovani Sestesi dato che la seduta avrà come
argomento centrale il futuro del forno inceneritore di via Manin.
Non a caso, oltre al Sindaco Roberto Di Stefano e ai
consiglieri membri della commissione, il Presidente Vino ha voluto estendere
l’invito al Dott. Alessandro Russo, Presidente di CAP Holding e al Dott. Marco
Luigi Cipriano Amm.re Unico di CORE.
Da molti mesi si parla del progetto di CAP Holding per la
riconversione del forno inceneritore oggi gestito da CORE e di recente questo è
stato presentato alla fiera internazionale Ecomondo2019 di Rimini (dal 5 all’8
novembre scorsi).
La seduta sarà l’occasione per fare il punto della situazione
e comprendere quali sono i possibili scenari futuri. Si ricorda che la
commissione è pubblica e che tutti i cittadini possono partecipare e
intervenire.