UN'ALTRA IMPORTANTE INTERROGAZIONE della Lista Civica Giovani Sestesi,presentata i primi di agosto su sollecitazione di tanti cittadini che, ringraziamo perché si sono rivolti al nostro gruppo quale voce rappresentativa all'interno delle istituzione.
Tante, concrete e serie le motivazioni di questa nostra interrogazione, buona lettura.
Speriamo che la nostra proposta, sia raccolta e messa in pratica, in tempi brevi.
In data 1 luglio 2019 sono stati ripristinati i cartelli di divieto di sosta per il lavaggio delle strade in via Boccaccio. A tal proposito noi della Lista Civica Giovani Sestesi su invito di cittadini residenti di quella zona abbiamo immediatamente inoltrato un'interrogazione urgente.
Ma come in altri casi (vedi il mercato via Cavallotti/Craxi) questa amministrazione ha eseguito questo tipo di azioni senza informazioni sufficienti (a nostro parere) alla cittadinanza, atteggiamento tipico di questa amministrazione. Pertanto invitiamo Cittadini, giornalisti e imprenditori a leggere le risposte dell'assessore.
® Non conosciamo i motivi, senz’altro nobili e ampiamente giustificabili, dell’assenza di buona parte dei consiglieri d’opposizione nella due giorni di Consiglio Comunale a Sesto, impegnato in importanti decisioni.
I vuoti lasciati sui banchi del consiglio, hanno fotografato benissimo la situazione di sfaldamento in cui è precipitata questa parte politica. Peggio hanno fatto i consiglieri di maggioranza, che col loro silenzio hanno confermato l’inconsistenza politica.
La parte del leone l’ha fatta Paolo Vino, della lista Giovani Sestesi, che ha svolto il suo compito battagliando con argomentazioni e competenza, mettendo alla luce limiti ed errori di questa amministrazione, in particolare di alcuni assessori. Ne esce alla grande.
Il Sindaco Roberto Di Stefano, per mancanza di avversari, in questa insensata e apatica stagione della vita della città, appare sempre più solido e padrone della scena politica.
Per la serie: “L’insensatezza uccide, gli altri“. (S.J.L.)
Se non venisse
scambiata per una battuta politica, si potrebbe tranquillamente dire che il
sindaco Di Stefano non ha “Sesto nel Cuore”.
Mentre la sua
maggioranza perde i pezzi (Sesto nel Cuore è da poco fuggita spendendo parole
pesantissime nei suoi confronti), il nostro sindaco dei Selfie ne ha combinata
ancora una delle sue: ha messo all'asta la prima casa delle associazioni di via
Giardini a Sesto San Giovanni (senza nemmeno prendersi la briga di avvertire i
locatari) e promettendo di lasciare in strada sodalizi storici come Avis, Aned
Auser, Freecamera, Cai, VentimilaLeghe, Maestri del Lavoro, Mutilati e
Invalidi.
Di Stefano continua da
mesi a far politica incontrando costruttori e immobiliaristi senza spiegare al
consiglio comunale e alla città quale futuro attende Sesto San Giovanni, ma non
esita a umiliare e devastare quel tessuto sociale che fino ad oggi ha garantito
alla nostra città uno sviluppo democratico e aperto alle diversità.
I modi e le scelte
sono rivolte ad annientare l'identità e la cultura di una comunità che ha fatto
dell'inclusione e della democrazia la sua storia.
Dopo aver messo in
ginocchio la città senza una politica di sviluppo economico e industriale, dopo
aver fallito nella gestione dell'igiene urbana, il SINDACO SENZA CUORE se la
prende con il tessuto sociale: una decina di giorni fa ha fatto approvare un
regolamento che limita l'uso degli impianti alle società sportive di base; si
appresta a sfrattare il Geas atletica dal centro sportivo Dordoni; mentre
dall'altra parte sta per “regalare” la piscina comunale Carmen Longo a un
gruppo di imprenditori che la trasformeranno in una piscina per ricchi.
Ora, si vocifera, che
sfratterà anche la comunità islamica dall'area del Restellone, senza
comprendere che con gli sgomberi non si risolvono le questioni religiose né
quelle della povertà.
Di Stefano è capace
solamente di nascondere i problemi sotto lo zerbino. Ma completamente incapace
di risolverli in modo costruttivo.
Se n'è accorto anche
Giampaolo Caponi, l'ex vicesindaco che a un anno dalla sua uscita dalla giunta
ha trovato il coraggio e la forza di rinnegare chi aveva preso a calci i suoi
valori. A Giampaolo va l'onore delle armi per aver avuto il coraggio di
ammettere quanto distante sia la politica di Di Stefano dai sui ideali. Peccato
che in campagna elettorale si fosse attorniato di personaggi ambiziosi.
A proposito,
complimenti a Marco Lanzoni che ha conquistato un posticino di assessore alle
“varie ed eventuali”, passando su quei valori (per primo l'amicizia verso
Caponi e poi il sostegno all'associazionismo) che sbandierava in campagna
elettorale. Un appunto a Lanzoni: fare l'assessore non significa farsi i selfie
tutti i giorni per far vedere che a Sesto qualcosa si muove. Quello è un lavoro
di addetto stampa.
Lei dovrebbe trovare
una sede alle associazioni sfrattate, far si che le strade siano pulite e gli
alberi tagliati, che i servizi sociali funzionino e le famiglie con bambini
(anche quelle straniere) abbiano un tetto dignitosi. Lei dovrebbe risolvere i
tanti problemi di Sesto, magari senza vantarsene su facebook.
Dinanzi ai ripetuti
attacchi del sindaco al valore delle Istituzioni e alla storia di Sesto San
Giovanni, non si può continuare a far finta di nulla. Chiedo a Giampaolo e a
chi come lui crede che Sesto abbia valori e storia da rispettare, di trovare la
forza di opporsi con tutti i mezzi, anche con una iniziativa pubblica unitaria,
che metta fine a questa deriva populista e disumana.
100 Euro per il 25 Aprile e 13 MILA Euro per Cantar di Maggio
un'offesa alla storia della nostra città
Al di là della propaganda dei selfie e dei post, le
voci inserite nel bilancio consuntivo discusso in occasione dell’ultimo Consiglio Comunale del 30 aprile 2019
evidenzianocome, in poco meno di due
anni dal suo insediamento, la Giunta Di Stefano sia riuscita a conseguire un
risultato che sulla carta appariva impossibile: annientare la partecipazione
democratica, assestare un colpo mortale alle politiche sociali, svuotare di
valore e significato l’offerta formativa e culturale cittadina, inquadrata e
ridotta di fatto a semplice pratica burocratica.
Neppure il contributo del nostro Comune alla storia
del Paese è uscito indenne da quest’operazione, se si considera che sono stati
stanziati soli 100 euro per la manifestazione
del 25 Aprile.
Una vergogna e un’offesa per la nostra
città, specialmente alla luce dei
13mila euro, sui 33mila euro complessivi dichiarati per spese di
rappresentanza, destinati a “Cantar di Maggio”, di cui peraltro non è noto
neppure il ritorno in termini di benefici per la collettività sestese.
Anche provando a sommare tra di loro più voci -
insieme con quella legata alla Festa della Liberazione – come il Sesto d’Oro,
il concerto del 2 Giugno della Fanfara dei Bersaglieri, il Giorno della Memoria
e altre, non si raggiunge un importo di tale cospicua entità (viaggiamo infatti
sui 10mila euro).
Le criticità rispetto alla gestione
economica dell’Ente da parte degli amministratori attualmente in carica si
estendono alla Relazione sulla Gestione 2018.
Nella tabella 6.2 - Titolo 1 “Spese Correnti” - viene
indicato un importo di 12.676.558,59 euro per “Impegni di Competenza” del 2018
legati alla Missione 9, che però nella tabella successiva diventano 13.411,60
euro alla voce “Impegni” sempre legati alla Missione 9.
Abbiamo letto male? La differenza che
matura è un errore o un refuso?
Parte conclusiva del documento inviato dai Revisori dei Conti
Le forze che amministrano questa nostra città sono
state inoltre richiamate, perché in difetto, dal Collegio dei Revisori dei Conti, che nella sua relazione ha
riscontrato la mancata annotazione dei debiti fuori bilancio e ha invitato l’Amministrazione
Finanziaria ad “attivare tutte le
procedure necessarie al fine di garantire una sana gestione finanziaria
dell’Ente procedendo nel breve periodo al riconoscimento” di quanto sopra
indicato, già evidenziato nel Piano di Riequilibrio, e a “monitorare
attentamente sia la gestione di competenza che la gestione in conto residui”.
Ma la cosa più imbarazzante è stato il silenzio
della maggioranza, 12/13 consiglieri,
6 gruppi consigliari tra liste civiche e partiti e nessun intervento durante
l’apertura da parte del Presidente della discussione, nessuno è stato in grado
di difendere e di dire ciò che è stato fatto dall’amministrazione per la città nell’anno
2018, nonostante in sede di commissione avevano chiesto chiarimenti insieme ad
alcuni consiglieri dell’opposizione un silenzio assordante.
Questo è il loro biglietto da visita…..#lorosonodiversi#
30 Aprile
2019 Il gruppo consigliare Lista Popolare X Sesto
diventa Lista
Civica Giovani Sestesi
Grazie Presidente,
vorrei partire col dire che questa
sera dichiaro conclusa l’esperienza elettorale chiamata Lista Popolare X Sesto,
Ma il punto è un altro, questa sera
vogliamo dichiarare che è nostra intenzione riprendere nel solco di una realtà
civica e popolare capace di ridare senso alla partecipazione diretta e
democratica e capace di ridare un senso alla politica sestese.
Il gruppo che rappresento e pronto ad
interloquire, partendo da una posizione
critica nei confronti di questa maggioranza e nell’assoluta piena autonomia dalle
attuali opposizioni.
Il ritorno alla Lista Civica Giovani
Sestesi potrebbe anche essere una fase
transitoria, tutti noi abbiamo un vero, forte e unico obbiettivo che quello
di costruire un vero “Polo Civico e Popolare”
con uno sguardo attento a coloro che
si riconoscono in un progetto
che mira a ridare un alto senso della
politica sestese e alla partecipazione diretta e democratica di tutti i
cittadini di Sesto San Giovanni. I prossimi mesi, saranno per noi, momento di
confronto,
momento di valutazione, momenti di
rilancio, momento di creazione di proposte e soprattutto momenti di passione
per una città che ha ancora qualcosa da dire ma soprattutto una città che ha
ancora tantissimo da dare.
Le guerre, gli
attentanti e ogni forma di violenza sono atti vili che vanno condannati senza
se e senza ma.
Il grave attentato
terroristico compiuto in Nuova Zelanda a Christchurch contro la Comunità Islamica
nelle due Mosche è frutto di un clima d' odio che attraversa l" intero
universo.
Chi ha colpito e
seminato morte nelle moschee, ha voluto colpire tutta la Comunità Islamica
sparsa nel mondo e alimentare tensioni e paure.
Noi della Lista Civica
Giovani Sestesi rimaniamo sempre più convinti che l'unica strada per
sconfiggere l'odio sia il dialogo e la convivenza.
A nome di tutto il
Direttivo, degli iscritti e simpatizzanti della Lista Civica Giovani Sestesi esprimiamo
un pensiero di vicinanza ai famigliari delle vittime, ci auguriamo una pronta
guarigione per le persone ferite e rivolgiamo alla Centro Culturale Islamico di
Sesto San Giovanni e a tutta la comunità Mussulmana la nostra vicinanza e il
nostro sentito cordoglio per l’accaduto.
Due pesi e due misure.
Sembra essere questa la “giustizia” del sindaco Roberto Di Stefano e della sua
giunta.
Due pesi e due misure. Sembra essere questa la
“giustizia” del sindaco Roberto Di Stefano e della sua giunta.
Dinanzi a un gruppo di cittadini che hanno deciso di
protestare affiggendo volantini in modo abusivo nelle vie della città, il
sindaco ha deciso di mettere in moto la macchina investigativa della polizia
locale cacciando i volantini come se fossero messaggi eversivi della Brigate
Rosse e infliggendo ai colpevoli anche la “pena” della gogna.
Il sindaco, che dovrebbe essere il garante di tutti
i cittadini, ha pubblicato le immagini di una telecamera di videosorveglianza
delle forze dell'ordine, sulla sua pagina facebook personale.
Una reazione grave e preoccupante quella del sindaco
che si dimostra ancora una volta oltremodo autoritario, di parte, e scorretto.
Se è vero che chiunque venga sorpreso a violare le
regole di decoro della città deve pagare caro per il suo comportamento
scorretto, appare gravissimo il comportamento del sindaco che utilizza gli
strumenti della sicurezza pubblica per usi non istituzionali e di propaganda
politica personale.
E poi,
perché non ha utilizzato lo stesso strumento per riconoscere e punire chi ha
affisso abusivamente sui muri della città i volantini (con tanto di simbolo del
Comune di Sesto San Giovanni) che annunciavano riunioni pseudopolitiche nelle
quali i protagonisti erano gli assessori Antonio Lamiranda e Maurizio
Torresani?
Noi Giovani Sestesi avevamo denunciato per giorni
quelle affissioni abusive, ma né il sindaco né tanto meno la Polizia Locale, si
erano mossi. Omissione di atti d'ufficio? Chissà... Sicuramente due pesi e due
misure che fanno male alla credibilità delle istituzioni e nuociono
all'autorevolezza della Polizia Locale e di tutte le persone che vi lavorano
onestamente e con dedizione.
Purtroppo il sindaco Di Stefano ci regala un'altra
vergognosa e sconcertante pagina di politica locale che sta affondando la
nostra Sesto San Giovanni.
Finalmente possiamo
dire che la caserma dei vigili del fuoco di Sesto San Giovanni è stata
sistemata e messa in sicurezza, almeno nella sua parte esterna. Resa degna del
lavoro che, quotidianamente questi che noi definiamo "angeli", sono
chiamati a svolgere.
Noi della lista civica
Giovani Sestesi siamo davvero contenti e orgogliosi di aver sollecitato la
sistemazione della caserma.
Era incredibile
pensare che ogni cittadino che passava sotto i balconi della caserma, avrebbe
potuto rischiare che gli piovessero in testa dei calcinacci.
Adesso per noi rimane
prioritario verificare che i lavori proseguano anche all’interno della caserma
perché le criticità maggiori sono proprio dentro la caserma dove i vigili del
fuoco vivono, si addestrano e lavorano.
Non possiamo dire
grazie al sindaco dei selfie Distefano che per i vigili del fuoco non ha mosso
nemmeno un dito.
Topi nella scuola
materna e nessuna manutenzione programmata Sesto San Giovanni precipita ogni
giorno di più nel degrado
La giunta del sindaco Di
Stefano ha ridotto Sesto San Giovanni a una CITTA' TERREMOTATA.
Da mesi i genitori che portano i loro figli alla scuola materna Collodi di via
Boccaccio denunciano lo stato di degrado in cui versa la scuola. Topi ovunque e
il verde del giardino completamente abbandonato. Il Comune non ha mai risposto.
Esasperati, nei giorni
scorsi i genitori hanno pubblicato sui Social le fotografie e i video che
ritraggono decine di topi che si arrampicano sui muri esterni della scuola.
Solo allora il SINDACO
DEI SELFIE si è mosso, toccato nella parte più debole (quella Social) ed ha
inviato la protezione civile a compiere i lavori di pulizia, accompagnati dai
suoi socialman (Attanasio e Lanzoni).
Con questo modo di
governare hanno ridotto Sesto San Giovanni a una città terremotata.
Non c'è un piano di manutenzione.Non
un appalto per eseguire i servizi più banali. Siamo invasi dai rifiuti nelle
strade e le scuole cadono a pezzi, così come gli impianti sportivi.
Da mesi il sindaco esegue i lavori in stato di emergenza
utilizzando i volontari della protezione civile, proprio come si fa nei luoghi
terremotati.
La protezione civile è una cosa seria e non può essere utilizzata da un
sindaco pigro e disinteressato per risolvere i problemi che lui genera con la
sua incapacità di governo.
Crediamo che anche il Prefetto di Milano debba verificare
questo utilizzo inappropriato
di un'associazione che di fatto sostituisce il lavoro che dovrebbe essere
svolto da operai comunali e/o da imprese specializzate.
Le divise sono una cosa seria e utilizzare la protezione civile
per tagliare l'erba nei giardini pubblici e i rami nei cortili delle scuole è
come usare i militari per coprire le buche nelle strade.
Il compito di un buon sindaco è quello di sviluppare la città
con un serio piano di manutenzione di tutto il suo patrimonio e con servizi
efficienti.
Invece a Sesto San
Giovanni siamo piombati nel degrado più assoluto e i servizi più delicati, come
quello della manutenzione scolastica, sono gestiti alla giornata, addirittura
in continua emergenza, senza alcuna programmazione.
Sindaco, il suo
fallimento è sotto gli occhi di tutti. Prima
si dimette e prima si potrà cominciare a lavorare per rilanciare la nostra
Sesto San Giovanni.
Con che faccia il
vicepresidente del consiglio comunale Marco Lanzoni, che faceva il giustiziere
civico, si presenta ora dai cittadini per difendere l'operato fallimentare
della giunta che sostiene anche a costo di prendere le distanze dal suo “ex”
alleato Caponi?